lunedì 3 luglio 2017

Recensione "Le radici impossibili" di Alfredo Poloniato

Titolo: Le radici impossibili
Autore: Alfredo Poloniato
Editore: Kimerik
Pagine: 291
Anno: 2017


Trama


Istria, Trieste, Parigi: sono le tappe che Adriano percorrerà durante la sua esistenza. 

È un uomo complicato, deluso dalla vita, insicuro, ma prima di ciò era un bambino dolce, con delle folli idee che riguardavano la libertà, l’andare via, chissà dove…

I legami non gli sono mai piaciuti, così come mettere radici in un posto, per questo va via dal suo paese natale, l’Istria; per questo non è riuscito a essere felice con l’unica persona che lo abbia veramente amato, Valentina.

Questa però, non è la storia di un uomo solo, è una storia di partigiani, di uomini con ideali, uomini feriti dalla guerra, di uomini che amano e muoiono; è una storia che parla di vite che si intrecciano tra loro e insieme intessono un quadro più grande. 

Recensione


"Le radici impossibili" è un libro di Alfredo Poloniato, autore già noto per due libri in cui affronta il tema della sorte riservata ai minori in seguito alla disgregazione del nucleo familiare: "L'affidamento delle palle al piede" ed "Erik verrà con noi". Quest'ultimo è anche arrivato al primo posto alla nona edizione del concorso letterario di Savona "Insieme nel mondo".

In "Le radici impossibili" invece, Poloniato ha deciso di ispirarsi alla storia vera di un suo amico morto suicida alcuni anni fa.


Il protagonista principale delle vicende è sicuramente Adriano, ma prima di arrivare a lui, l'autore ci fa conoscere altri personaggi: Matteo (che poi scopriremo essere il padre di Adriano), Berta e Bepo.

Non è affatto semplice riassumere in poche parole e senza fare spoiler il contenuto di questo libro, ma cercherò di fare del mio meglio :D

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La storia inizia proprio con Matteo, un militare appena sceso da un treno a Cervignano che si ritrova a correre verso casa sua in Istria non appena gli comunicano il discorso del generale Badoglio. La strada verso casa però non sarà facile dovendo stare attento a non farsi vedere dai tedeschi, ma la buona sorte gli fa incontrare un gentile contadino, Toni, che gli offre rifugio per alcuni giorni. 

Sarà proprio qui che approderanno anche Berta e Bepo, una ragazza considerata da tutti molto strana e un uomo misterioso di circa sessant'anni che ha sempre vissuto in armonia con la natura, ma in solitudine nella sua baracca. Bepo a malincuore si ritrova a fuggire dal suo rifugio insieme a Berta, la quale approfitta della situazione per scappare di casa.

I due fuggitivi si ritroveranno così a casa di Toni dove conosceranno Matteo. Berta però la mattina seguente parte per rintracciare una sua cugina e chiederle ospitalità per lei e Bepo, mentre Bepo e Matteo dovranno poi abbandonare la casa di Toni a causa dell'arrivo di alcuni soldati tedeschi. Si dirigeranno verso la casa di Matteo e qui conosceremo Adriano, un bambino di 5 anni.

Adriano è un bambino solitario, che ha sempre vissuto tra i campi e gli animali e ha conosciuto pochissime persone. Nonostante ciò è un ragazzino sveglio, ma viene trattato come un bambino, mentre con Bepo instaurerà con il tempo un rapporto diverso che lo conquisterà totalmente.

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Mi piacerebbe parlarvene ancora e raccontarvi tutto ciò che succede dopo perchè questo è un libro che io ho amato davvero tanto, gli ho dato cinque stelline su cinque, ma non mi sembra giusto altrimenti vi toglierei il piacere di leggerlo. Come ho già detto su instagram, questo è uno di quei libri che ti fa venire una gran voglia di conoscere l'autore!

 Il concetto delle "radici" che ritroviamo nel titolo, comunque, è presente in tutto il libro ovvero c'è chi ama la propria terra e c'è chi non riesce a star fermo, chi vuole sentirsi libero, chi impazzisce dietro questa idea del non voler mettere radici.

Ho letto in un'intervista all'autore che questo è un libro consigliato dai cinquant'anni in poi, probabilmente perchè chi ha una certa età potrà meglio comprenderne alcuni significati, comunque io ne ho quasi trenta e l'ho trovato meraviglioso.


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