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martedì 11 agosto 2015

Recensione "Acciaio" di Silvia Avallone


Acciaio


Autore: Silvia Avallone

Editore: Rizzoli

Anno: 2010

Pagine: 357



Oggi parleremo del romanzo intitolato "Acciaio" di Silvia Avallone, dato che una lettrice ha gentilmente chiesto una recensione su questo libro e io ovviamente cercherò di accontentare tutti! 

Ci troviamo a Piombino in Toscana e precisamente nelle case popolari di via Stalingrado dove vivono due giovani ragazze Anna e Francesca, divenute amiche inseparabili. La vita per loro è molto difficile e le mette a dura prova a causa dell'ambiente in cui vivono, caratterizzato da problemi familiari, violenza e disagi giovanili in cui si troveranno immischiate. Le due adolescenti dovranno affrontare i problemi della loro età completamente sole, non possono contare infatti sui propri genitori, dato che questi sono totalmente irresponsabili, malati e molto violenti.
L'intera storia poi si focalizza sul lavoro nelle acciaierie Lucchini, il luogo in cui tutti si trovano a lavorare di giorno e di notte, il luogo che provoca afflizione, sconforto e demoralizzazione.
In questo scenario di decadimento sociale spicca l'amore di Francesca per Anna fin quando quest'ultima si apparta con un ragazzo e Francesca delusa decide di non rivolgerle più la parola.
Torneranno le due ragazze ad essere amiche come una volta?


Questo romanzo, in realtà, ha avuto diverse critiche, ma a mio parere la storia narrata è profonda e coinvolgente, in quanto oggi in tantissimi posti si possono ritrovare le stesse condizioni di abbandono e avvilimento descritte. I personaggi non sono reali, ma come noterete leggendo il romanzo molte persone si trovano coinvolte nelle situazioni di disagio che vengono narrate. La droga, la violenza, i disturbi alimentari, ecc... sono problemi totalmente attuali, per cui quest'opera ci fa notare il degrado sociale in cui stiamo vivendo.


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