martedì 9 maggio 2017

"I sogni nelle lacrime" di Giampiero Margiovanni

"I sogni nelle lacrime" di Giampiero Margiovanni


Trama


Questo racconto è di quelli che tengono vincolati alla lettura fino all'ultima pagina, e non per essere un thriller incalzante, con una sua buona dose di fatti e di sortite - com'è ovvio -, ma per il modo in cui è condotta la narrazione, per il suo linguaggio, per le sue incandescenze e per la sua forza sollecita e intricante. Si tratta, infatti, di un "giallo" che non dimentica mai di essere anche - e forse soprattutto - un prodotto di letteratura, con certi obblighi di stile, con certi circuiti e rotondità di espressione (attinti all'eloquio dei giovani d'oggi, fra i quali è certamente da ascrivere Giampiero Margiovanni) e con i rimandi alle voci più solide e frequentate del genere a "suspense", a cui lo scritto appartiene. La narrazione, inoltre, è ben concentrata, e si sviluppa dalle 16 e 17 di un caldo pomeriggio di giugno alle ore 8 e 18 del mattino successivo, mentre gli altri trascorrono il proprio tempo senza avvedersi dei fatti che accadono d'intorno e senza che quella triste e lunga notte abbia la possibilità di essere diversa da come realmente si svolge nella mente dei protagonisti.

Commento di Angelica Di Pancrazio


Il racconto di Giampiero Margiovanni ha il sapore di una fiaba, non a caso i protagonisti sono due bambini di otto e dieci anni, Leo, il biondino, e Max, l'introverso. Come in tutte le favole vi sono un orco malvagio e una fata buona, senza ali e bacchetta magica, ma con rughe dolci e un tuppo grigio, nonna Angelica, dagli occhi azzurri.


Max e Leo sono due fratelli, spensierati e felici tra le colline di Treccami, che affrontano la vita in modo diverso, Leo esprime con le parole ciò che prova mentre Max si rifugia nel suo mondo interiore ogniqualvolta la realtà mostra il suo volto più crudele.

Questo volto si presenterà feroce in un pomeriggio di Giugno e avrà le sembianze del Bulgaro che li sottrarrà alla gioia e alla luce dell'infanzia.

Sin dall'inizio il romanzo assume una piega quasi claustrofobica, lo scandire delle ore ci trasmette lo stesso stato d'ansia che provano i protagonisti sino allo scioglimento finale in un pianto collettivo e liberatorio.


I sogni nelle lacrime” non è solo una fiaba, ma un vero e proprio romanzo di formazione, nell'arco di poche ma interminabili ore i giovani protagonisti affrontano peripezie e prove che che segnano indelebilmente le loro anime ma, supportati dalla dolce temerarietà e dall'incredibile forza d'animo di nonna Angelica, i due bambini non ne usciranno traumatizzati ma nobilitati.
La sofferenza è una catarsi, una palestra per lo spirito, dalla quale si può uscire più forti di prima ma solo se si ha accanto una nonna Angelica. Lei è la vera eroina di questo fiabesco romanzo, nonna Angelica, una donna dolce e risoluta, che insegna ai nipoti il valore dei sogni, dei loro sogni, lei che ha dovuto lasciar scorrere tra le lacrime il suo più gran grande sogno, Sofia...sapienza

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