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giovedì 24 gennaio 2019

Recensione "Lei e Irene" di Elena Ana Boata



Titolo: Lei e Irene
Autore: Elena Ana Boata
Editore: Kimerik
Pagine: 132
Anno: 2018











Per colmare il punto "un libro LGBT" della #readersforpassionchallenge (se volete partecipare iscrivetevi al nostro gruppo facebook) ho deciso di leggere "Lei e Irene", un piccolo libricino in cui pensavo di trovare solo una storia d'amore omosessuale, invece è molto di più. Inizialmente pensavo perfino di aver interpretato male il titolo, dato che solo in un secondo momento si parlerà dell'amore tra due donne, si basa molto, infatti, anche sul rapporto tra fratelli, con i genitori e sulle relazioni d'amicizia.


Il primo personaggio che conosciamo è quello di Sara che si presenta come una persona molto risoluta e decisa visto che da subito la storia inizia con una rottura. Sara, infatti, ha deciso di lasciare il suo fidanzato, Fabrizio, perchè dentro di lei sente di non aver ancora trovato la strada giusta e subito dopo parte per andare a conoscere suo nipote di cui non sapeva nulla fino alla sera prima. Ma anche suo fratello, Stefano, fino a qualche giorno prima non sapeva di aver un figlio, fin quando la sua ex fidanzata non lo ha chiamato per chiedergli se poteva occuparsene per un pò. 
Arrivata nel paesino di montagna dove Stefano si era stabilito, Sara incontra non solo quel bambino dolcissimo, ma anche Irene, una bellissima ragazza da cui suo fratello sembra attratto.

...La osservò di nuovo, pensava che forse aveva una storia con suo fratello, sembravano così in confidenza, a volte anche complici.
"Incredibile sì, però c'è da dire che lo sconquasso degli ultimi giorni e la morale sull'aver tenuto nascosto il bambino per tutto questo tempo, vengono a cadere nel momento in cui si passano cinque minuti con lui... Non credevo di sentirmi in questo modo! ...anche se in realtà non ho avuto il tempo per pensare a come mi sarei sentito! Comunque è come se fosse stato sempre con me ed io con lui" ribadì Stefano cercando il figlio con lo sguardo che intanto seguiva Giulia nelle sue faccende.
"E tu, Irene, che mi racconti? Vivi qua?" iniziò a indagare Sara per capire quale fosse il loro rapporto...

Il bello di questo libro inizia proprio da questo incontro. Sara rafforzerà il rapporto con suo fratello, conoscerà il suo nuovo nipotino preferito e troverà una bellissima persona in Irene che pian piano conoscerà sempre meglio. 
La dolcezza di quel bimbo è infinita, è assolutamente bellissimo leggere le parti in cui è presente, anche se dubito che realmente un bambino possa comportarsi in modo splendido come lui o almeno io non ne ho mai conosciuti :D 

E' un libro semplice, ma emozionante, si legge tutto d'un fiato e porta a riflettere, soprattutto quando si arriva al punto clou della storia ovvero quando inizierà l'amore tra due persone dello stesso sesso che comporterà sicurezza da un lato e dubbi e problemi da un altro. In particolar modo si incrinerà il rapporto con i genitori che sono pieni di pregiudizi e non riescono a comprendere la felicità della loro figlia.




lunedì 21 gennaio 2019

Recensione "Il tribunale delle anime" di Donato Carrisi



Titolo: Il tribunale delle anime
Autore: Donato Carrisi
Editore: Tea
Pagine: 462
Anno: 2017













"Il tribunale delle anime" di Donato Carrisi è il primo libro del Ciclo di Marcus e Sandra, ma ha un inizio e una fine, quindi si può leggere benissimo anche senza proseguire la serie. 

All'inizio ho fatto davvero fatica a capirci qualcosa, le prime cento/duecento pagine,  sono tutte ingarbugliate, piene di omicidi e di personaggi di cui si sa poco e niente. Questo è proprio lo stile dell'Autore che fino alla fine ti lascia con il fiato sospeso e quando meno te lo aspetti ti spiazza con colpi di scena su colpi di scena. 


Tra le varie scene che compongono la storia troviamo i due protagonisti: Marcus e Sandra.
Marcus si è svegliato in un letto d'ospedale e non ricorda neanche chi è fin quando un uomo, Clemente, gli rivela qualcosa sulla sua identità, ma non troppo, anche perchè Marcus effettivamente non esiste. All'interno di un bar di Roma i due discutono della scomparsa di una giovane studentessa e successivamente si recano a casa sua, perchè tra le tante cose Marcus pare abbia un talento investigativo fuori dal comune.

..."Per introdursi nell'alloggio al piano terra ci vollero pochi secondi. Nessuno li notò. Appena mise piede nella casa di Lara, Marcus iniziò a guardarsi intorno. Per prima cosa, osservò la serratura divelta. Per accedere all'appartamento, la polizia aveva dovuto sfondare l'ingresso e gli agenti non si erano accorti del particolare della catenella agganciata dall'interno, che era venuta via e adesso penzolava sullo stipite della porta"...

Sandra, invece, una foto-rilevatrice della polizia scientifica di Milano, ha perso il marito, David, da cinque mesi. David pare sia caduto da un palazzo in costruzione di Roma e Sandra ancora scossa non è andata neanche a ritirare il bagaglio del marito in giacenza alla questura, fin quando una sera riceve una strana telefonata da un uomo dell'Interpol che la sollecita a ispezionare le borse del marito.

..."Secondo la polizia il signor Leoni si trovava in quel palazzo in costruzione perchè da lì aveva un'ottima visuale per scattare una foto."
"Si è così."
"Ma lei ha visto quel posto?"
"No", rispose infastidita.
"Bè, io ci sono stato."
"E con questo cosa vorrebbe dire?"...

Indagando sul serial killer in punto di morte che ha architettato tutta una serie di situazioni in cui si ritroveranno vittime e assassini, Sandra e Marcus si incontreranno/scontreranno per caso.

Nel frattempo, durante tutto lo svolgimento della storia, sono presenti anche dei flashback in cui un investigatore è alla ricerca di un killer trasformista e questo rende la narrazione ancora più complessa, ma sempre più appassionante. Fino alla fine non capirete molto ed è proprio questo che rende il thriller avvincente oltre al fatto che si viene a conoscenza di una storia incredibile che coinvolgeva i sacerdoti e di un tipo di serial killer che rappresenta uno dei casi più interessanti della criminologia.

Inoltre, è una lettura che porta il lettore anche a porsi delle domande. E' tutto basato sul sottile confine tra il bene e il male, sull'opportunità che viene offerta a delle persone che in passato sono state vittime e adesso si ritrovano a dover fare una scelta.




martedì 15 gennaio 2019

Recensione "Il miniaturista" di Jessie Burton



Titolo: Il miniaturista
Autore: Jessie Burton
Editore: Bompiani
Pagine: 439
Anno: 2015












“Il miniaturista” è un racconto ambientato ad Amsterdam nel ‘600 in cui la protagonista è una diciottenne, Nella Oortman, sposatasi con Johannes Brandt, un famoso mercante più vecchio di lei.


La storia inizia con Nella che si trasferisce a casa Brandt, ma ad accoglierla, invece di Johannes, trova sua sorella, Marin Brandt, una donna che risulta a primo impatto molto irritante.

..."Sono Nella e ho diciotto anni," risponde la ragazza ritraendo la mano.
"So chi siete".
"In realtà mi chiamo Petronella, ma tutti a casa..."
"Mi è stato detto fin dall'inizio."
"Voi siete la governante?" chiede Nella.
Nell'oscurità dell'atrio qualcuno soffoca goffamente una risatina. La donna non se ne cura e guarda fuori, nella luce madreperlacea del crepuscolo. 
"Johannes c'è? Sono sua moglie." La donna continua a tacere. "Abbiamo siglato il nostro matrimonio un mese fa, ad Assendelft," insiste Nella. Pare che non vi sia altro da fare se non insistere.
"Mio fratello non è in casa."
"Vostro fratello?"
Dall'oscurità giunge un'altra risatina...

Nella si troverà ad affrontare un matrimonio completamente diverso da quello che si aspettava, il marito infatti sembra non avere un attimo per lei, ma nonostante tutto è sempre molto gentile e un bel giorno decide di regalarle una miniatura della loro casa invitandola ad arredarla.


...L'interno dell'armadietto si è dischiuso ai loro occhi: è diviso in sei parti, alcune rivestite con carta da parati goffrata in oro, altre con pannelli di legno.
"E'... è questa casa?" domanda Nella.
"E' la tua casa," la corregge Johannes compiaciuto.
"E' molto più facile da tenere in ordine," osserva Cornelia allungando il collo per guardare nelle camere al piano superiore.
L'opera è di una precisione inquietante, come se la vera casa fosse stata rimpicciolita, il suo corpo aperto in due e gli organi esposti...

Sarà per questo motivo che Nella si rivolgerà ad un miniaturista di Amsterdam dal quale inizierà a ricevere miniature che rispecchiano fedelmente abitanti e oggetti di casa Brandt.



La prima parte del libro l’avevo trovata molto lenta e quasi noiosa, ci vuole un po' di tempo per entrare nel vivo della storia, ma posso ora affermare che si viene ampiamente ripagati dell’attesa. Ogni personaggio è contornato da un alone di mistero, questo è ciò che rende il racconto appassionante e conduce il lettore pagina dopo pagina ad arrivare alla fine di tutto.

Un tema importante che viene affrontato è sicuramente quello dell’omosessualità, che io non mi aspettavo assolutamente di trovare, anche perché non mi ero per nulla informata riguardo al libro prima di iniziarne la lettura.
A quei tempi chi era accusato di sodomia veniva giustiziato in pubblico. Se all’inizio ho trovato irritante leggere alcune cose riguardo all’argomento, soprattutto sul pensiero delle persone e di un prete, con il proseguire del racconto ho trovato geniale l’introduzione di questo contenuto da parte dell’Autrice perché oltre ad aggiungere nuovi misteri alla narrazione, ci permette anche di approfondire una parte di storia sul mondo lgbt. 

Il miniaturista non è quel che sembra, è un romanzo che narra la storia di diversi personaggi che andranno a costituire la nuova famiglia di Nella, ma non solo.   La forza, l'apertura mentale, la bontà e l'altruismo che nasceranno con il tempo nella protagonista non potevano che farmela amare.