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mercoledì 31 gennaio 2024

Recensione "A cena con l'assassino" di Alexandra Benedict

 "A cena con l'assassino"

di

Alexandra Benedict

Titolo: A cena con l'assassino

Autore: Alexandra Benedict

Editore: Newton compton

Pagine: 288

Anno: 2022


Nel mese di Gennaio ho terminato la lettura di "A cena con l'assassino" di Alexandra Benedict e non posso fare a meno di esprimermi entusiasticamente riguardo a questa avvincente storia che mescola il mistero con una trama ricca di sospetti e colpi di scena.

La trama è stata abilmente costruita, con personaggi intriganti e una narrazione che tiene incollati alle pagine fino all'ultima parola. Benedict ha creato un vero e proprio gioco di indovinelli letterario, tenendo costantemente il lettore con il fiato sospeso e la mente in continua effervescenza.

La caratterizzazione dei personaggi è impeccabile, rendendo ogni individuo coinvolto nella trama unico e memorabile. La protagonista è affascinante, il suo sviluppo nel corso della storia è appassionante e ben articolato. Gli intrecci di relazioni e le dinamiche familiari sono stati descritti con maestria, aggiungendo una profondità emotiva alla storia.

Il punto debole del libro, purtroppo, risiede negli errori di stampa e nei refusi che, sebbene siano fastidiosi, non influenzano negativamente l'esperienza di lettura nel complesso.

"A cena con l'assassino" è, infatti, un romanzo misterioso che ho divorato. Nonostante alcuni difetti di stampa, la qualità della storia è tale da superare ogni piccolo inconveniente ed è un libro che sicuramente consiglio a chiunque ami i romanzi gialli.


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giovedì 14 dicembre 2023

Recensione "La caduta dei giganti" di Ken Follett

 "La caduta dei giganti"

di

Ken Follett


Titolo: La caduta dei giganti

Autore: Ken Follett

Editore: Mondadori

Pagine: 999

Anno: 2016


"La caduta dei giganti" di Ken Follett è un romanzo storico che narra i destini di cinque famiglie, una tedesca, una russa, una americana, una inglese e una gallese, che si intrecciano inesorabilmente sullo sfondo drammatico della Prima guerra mondiale e della Rivoluzione russa.

Il romanzo è ambientato tra il 1911 e il 1918 e racconta le vicende di queste famiglie in un periodo storico ricco di eventi e cambiamenti. I personaggi sono ben caratterizzati e realistici, e le loro storie sono coinvolgenti e appassionanti. Follett è un maestro nel raccontare la storia, e riesce a trasmettere al lettore un'idea chiara e vivida dell'epoca. Le scene di guerra sono particolarmente vivide e drammatiche, e riescono a trasmettere al lettore il senso di terrore e distruzione che la guerra porta con sé.

Il romanzo è anche un'importante riflessione sui temi della guerra, della politica e della società. Follett mostra come la guerra possa distruggere vite e speranze, e come possa portare a cambiamenti radicali nella società. La caduta dei giganti è un romanzo imperdibile per gli appassionati di storia e di narrativa. È un romanzo ricco di suspense, colpi di scena e temi importanti, che saprà coinvolgere il lettore dalla prima all'ultima pagina.

Ho trovato "La caduta dei giganti" un romanzo straordinario. La storia è avvincente e coinvolgente, i personaggi sono ben caratterizzati e la ricostruzione storica è accurata. Ho apprezzato in particolare la capacità di Follett di raccontare la guerra in modo realistico e drammatico. Le scene di guerra sono particolarmente vivide e riescono a trasmettere al lettore il senso di terrore e distruzione che la guerra porta con sé.

Consigliato a:

  • Gli appassionati di storia
  • Gli appassionati di narrativa
  • Chi cerca un romanzo avvincente e coinvolgente
  • Chi vuole conoscere meglio la Prima guerra mondiale e la Rivoluzione russa

giovedì 23 novembre 2023

Recensione "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo

 "La coscienza di Zeno"

di

Italo Svevo

Titolo: La coscienza di Zeno

Autore: Italo Svevo

Editore: Oscar Mondadori

Pagine: 416

Anno: 2001



"La Coscienza di Zeno" di Italo Svevo è un capolavoro della letteratura italiana del XX secolo, un romanzo che si distingue per la sua profondità psicologica, la complessità narrativa e l'approccio innovativo alla rappresentazione del flusso di coscienza. Pubblicato per la prima volta nel 1923, il libro è un'autobiografia fittizia di Zeno Cosini, un uomo che cerca di analizzare e giustificare le sue azioni e scelte di vita in un modo che spesso oscilla tra il comico e il tragico.

Uno degli aspetti più affascinanti del romanzo è la sua struttura narrativa non lineare. La storia è presentata attraverso i ricordi e le riflessioni del protagonista, che racconta la sua vita in modo non cronologico, dando vita a una narrazione intricata e multiforme. Questo stile di scrittura offre al lettore uno sguardo profondo nella mente complessa e spesso contraddittoria di Zeno.

Il personaggio di Zeno è straordinariamente ben sviluppato. Egli si presenta come un individuo onesto riguardo alle sue debolezze e fallimenti, ma allo stesso tempo, la sua stessa onestà è spesso oggetto di dubbio. La sua lotta contro le dipendenze e i conflitti interiori contribuiscono a renderlo un personaggio estremamente umano, con il quale il lettore può identificarsi e simpatizzare nonostante i suoi difetti.

Il tema centrale del libro riguarda la natura umana, la complessità delle nostre motivazioni e la nostra incapacità di capire completamente noi stessi. La narrazione intreccia abilmente elementi comici e tragici, creando una prospettiva unica sulla condizione umana. L'umorismo sottile di Svevo e la sua capacità di esplorare le contraddizioni della vita aggiungono una profondità straordinaria alla trama.

In conclusione, "La Coscienza di Zeno" è sicuramente un capolavoro della letteratura italiana che affronta temi universali in modo innovativo.

martedì 8 marzo 2022

Recensione "Uomini e Topi" di John Steinbeck

 "Uomini e Topi"

di

John Steinbeck

Uomini e Topi
Titolo: Uomini e Topi

Autore: John Steinbeck

Editore: Bompiani

Pagine: 119

Anno: 2009



Uomini e Topi” è una tra le opere più conosciute e amate dello scrittore statunitense John Steinbeck.  L’autore, tipico e forte narratore americano, sta a rappresentare proprio un certo tipo di società, quella degli ultimi, dei più deboli, degli innocenti, delle persone più umili, che riporta pienamente all’interno delle sue storie.


...C'è un sentiero in mezzo ai salici e fra i sicomori, un sentiero battuto e ribattuto da tutti i ragazzi, che scendono dai ranches a bagnarsi nella pozza profonda, e dai vagabondi che si calano straccamente dallo stradale nella sera ad accamparsi accanto all'acqua. Di fronte al braccio orizzontale di un sicomoro gigantesco c'è un mucchio di cenere, residuo di molti fuochi, e il braccio è levigato e consunto, tanti uomini si sono seduti là sopra...


I protagonisti di questo breve romanzo sono due amici che cercano di guadagnarsi da vivere girando di fattoria in fattoria, lavorando come braccianti. George Milton è un uomo piccolo, ma molto furbo e intelligente che si prende cura di Lennie Small, un gigante buono con una forza smisurata, ma affetto da ritardo mentale. Lennie da solo non riuscirebbe a sopravvivere e finirebbe sempre col cacciarsi nei guai mentre George riesce a gestirlo e a rassicurarlo anche se spesso le cose per lui diventano estenuanti. George però sa che un uomo da solo potrebbe impazzire mentre loro due si fanno compagnia, si aiutano a vicenda e soprattutto sognano, sperando un giorno di riuscire a realizzare il loro desiderio.

Steinbeck in questo racconto ci vuole presentare due personaggi per certi aspetti antitetici che si completano a vicenda, due uomini che con le loro semplici parole, con la loro naturale esistenza e i loro ingenui discorsi ci fanno emozionare, ci entrano nel cuore e ci portano a conoscere un mondo fatto di ingiustizie e prepotenze dove i più deboli sono destinati a soccombere.


...La voce di George si fece più cupa. Ripeteva le parole, cadenzate, come le avesse pronunciate tante volte. "Gente come noi, che lavora nei ranches, è la gente più abbandonata del mondo. Non hanno famiglia. Non sono di nessun paese. Arrivano nel ranch e raccolgono una paga, poi vanno in città e gettano via la paga, e l'indomani sono già in cammino alla ricerca di lavoro e d'un altro ranch. Non hanno niente da pensare per l'indomani." 

Lennie era felice. "E' così, è così. E adesso dimmi com'è per noi."
George riprese. "Per noi è diverso. Noi abbiamo un avvenire. Noi abbiamo qualcuno a cui parlare, a cui importa qualcosa di noi. Non ci tocca di sederci all'osteria e gettar via i nostri soldi, solamente perchè non c'è un altro posto dove andare. Ma se quegli altri li mettono in prigione, possono crepare perchè a nessuno gliene importa. Noi invece è diverso." 

Lennie interruppe. "Noi invece è diverso! E perchè? Perchè... perchè ci sei tu che pensi a me e ci sono io che penso a te, ecco perchè."


Fin da subito non si riesce a non amare il personaggio di Lennie. Un bambino cresciuto, un piccolo grande uomo il cui unico desiderio è quello di vivere in tranquillità con i suoi conigli e con il suo George, un grande amico che fino alla fine cercherà in tutti i modi di proteggerlo. Due persone umili che guardano al futuro con tanta speranza, che hanno tanta forza di volontà e non vogliono arrendersi, ma che si ritrovano a vivere in un mondo privo di valori travolti da uno spietato destino.


mercoledì 22 gennaio 2020

Recensione "Bringer" di Giuliano Scavuzzo


"Bringer"
di
Giuliano Scavuzzo


Titolo: Bringer

Autore: Giuliano Scavuzzo

Editore: La Corte

Pagine: 460

Anno: 2019












"Bringer" è stato il primo libro letto in questo 2020 e posso subito dirvi che l'anno è iniziato benissimo, dal punto di vista delle letture. Ringrazio La Corte Editore per avermi dato l'opportunità di leggere quest'opera.

Si tratta di un distopico, ambientato nel 2081. Il pianeta è stato devastato a causa dell'inquinamento, ma grazie all'intervento dei Bringer la fine del mondo è stata evitata. Dalla Città di Cristallo, circondata da Bianche Mura alte centinaia di metri, i Bringer, che hanno la capacità di ricevere doni dalle vite passate e di utilizzare lo mnemonium, materiale extraterrestre, ora controllano e governano il mondo. Sono loro che hanno salvato la vita di milioni di persone e che hanno creato le cinque città, ma questo è quello che viene tramandato...


... Tutto nacque quando uno scienziato di nome Adam Wise applicò l'ipnosi per far regredire i suoi pazienti all'infanzia, luogo di tutti i drammi e malanni dell'animo umano. All'inizio i risultati furono buoni, fin quando non accadde: viaggiando indietro nella vita si poteva continuare a scavare ancora più in profondità, giungendo a quelle passate.
Wise aveva scoperto che le nostre anime sono realmente immortali, che i cicli dell'esistenza hanno la funzione di insegnarci lezioni per ascendere a livelli più alti della coscienza.
Per sessant'anni le sue tecniche furono utilizzate da pochi, anche se presto iniziarono a circolare delle voci, sussurri che si trasformarono in dicerie e, infine, in verità.
I bringer sono illuminati, lo sento dire da quando sono nata...


Nella Città di Cristallo vive Efi, la nostra protagonista che dovrebbe essere una bringer, ma è ormai arrivata al suo ventesimo anno senza mai aver avuto un bring-back ovvero senza aver sperimentato nemmeno una delle sue vite passate, dunque, se ciò non dovesse accadere, sarà esiliata nel mondo dei fermi


La storia della famiglia di Efi è un mistero e, man mano che se ne rende conto, la ragazza è sempre più determinata a scoprire cosa le è stato nascosto. Nella sua opera sarà aiutata da due amici, Garth, un bringer, figlio di Bjorn il Puro, e Lake, che fa parte degli outcast ovvero bringer che si sono ribellati e che vengono descritti come violenti e anarchici, ma Lake è stata catturata e ricondizionata.


... La vita di quel corpo era stata spazzata via dal ricondizionamento. Una pratica oscura, fatta di dolore, immagini e ipnosi che aveva sradicato dal suo inconscio specifiche informazioni. C'erano voluti mesi prima che i medici selezionassero ogni ricordo della vita in cui era Lake. Aveva provato a rivivere qualcosa, ma sforzarsi le dava prima un senso di nausea che esplodeva poi in terrore puro...


I tre ragazzi fuggiranno, quindi, dalla Città di Cristallo per andare alla ricerca della vera identità di Efi, che sembra avere un ruolo fondamentale in tutta la storia, ma nessuno riesce a capire quale, e durante il loro viaggio arriveranno a scoprire verità molto interessanti, cose che non avrebbero potuto mai immaginare, ma soprattutto verrà rivelata qual è la vera essenza dei bringer. 

E' vero che gli uomini hanno distrutto il pianeta e i Bringer hanno salvato il mondo?

E' vero che gli outcast sono violenti ed egoisti?

Sono i bringer ad essere un errore?

Dove si trova la verità?


Queste e tante altre domande vi porgerete durante la lettura di questa storia che io ho amato dall'inizio alla fine. La prima parte, forse, è leggermente più lenta, ma solo perchè è necessario comprendere il mondo in cui ci troviamo, niente di difficile comunque. Nella seconda parte si procede spediti, nonostante sia un libro di 460 pagine, si divora perchè si è sempre più incuriositi da ciò che accadrà.

E' una storia appassionante, oltre che per la trama in sè e il suo sviluppo, per i tanti temi che vengono affrontati, primo fra tutti l'inquinamento del pianeta che è estremamente attuale. Nonostante, infatti, le vicende siano ambientate nel 2081 sembra di essere in un mondo non troppo lontano da quello che viviamo oggi, un mondo che nel 2081 potrebbe essere proprio così come ci viene descritto. Ma uno degli argomenti trattati che reputo ancora più interessante è quello relativo all'identità di genere:


...Efi sapeva che l'anima non aveva genere, che il corpo era soltanto un involucro e che i sentimenti, come l'amore non avevano nulla a che vedere con la sessualità. In città era la norma incontrare coppie formate da due uomini o da due donne. Anime unite sull'albero della vita come foglie una accanto all'altra: legate per l'eternità indipendentemente da chi fossero nel mondo...

Potrei poi citarvene altri, come il venir meno del libero arbitrio, il palese effetto gregge verificatosi, la sete di potere, l'incomprensione dei piaceri e doveri della vita, ma lascio a voi il piacere di scoprirli leggendo questa storia da cui, a mio parere, non potrete restare delusi.



martedì 19 novembre 2019

Recensione in Anteprima "Il priorato dell'albero delle arance" di Samantha Shannon


"Il priorato dell'albero delle arance" 

di Samantha Shannon


Titolo: Il Priorato dell'Albero delle Arance
Autore: Samantha Shannon
Editore: Mondadori
Pagine: 816
Anno: 2019


Data di uscita: 26 novembre









Ho avuto il piacere di leggere "Il priorato dell'albero delle arance" in anteprima grazie alla Oscar Vault. Vi ricordo che questa meraviglia uscirà il 26 novembre!


Questo libro mi ha ispirato fin da quando l'ho scoperto e sono stata davvero felicissima di poterlo leggere anche se non appena l'ho avuto tra le mani devo dire che mi sono lasciata spaventare dalla mole. Ecco, a questo proposito, vi posso dire subito che il libro è molto scorrevole, nonostante ci siano tanti personaggi, tante storie da seguire e apprendere, non si fa nessuna fatica a stargli dietro, anzi si vorrebbe stare tutto il giorno con gli occhi attaccati alle pagine e non smettere mai di leggere fino ad arrivare alla fine. Per finirlo però ci ho messo poco più di una settimana, un pò per mancanza di tempo, un pò perchè in realtà non volevo finirlo xD

Ma andiamo un pò a vedere di cosa e di chi si parla.

Innanzitutto la storia si alterna tra Oriente e Occidente con qualche intervento del Meridione e spostandoci da un posto all'altro troviamo anche i nostri quattro narratori che sono poi i personaggi che seguiamo più da vicino:

1. Tanè è la prima che conosciamo. E' un orfana seiikinese cresciuta in una Casa dell'Apprendimento per essere addestrata a far parte dei Guardiani dei Mari. La notte prima della cerimonia che l'avrebbe fatta diventare un cavaliere, Tanè si era voluta tuffare in mare un'ultima volta contravvenendo alle regole, per questo si trovava lì quando uno straniero uscì dal mare chiedendole aiuto, dicendole di voler incontrare il Signore della Guerra di Seiiki. Ma Tanè non poteva denunciare la comparsa dello straniero altrimenti avrebbero scoperto che aveva infranto le regole, inoltre, se il forestiero aveva il morbo rosso (peste draconica), la cerimonia sarebbe stata annullata per paura di un contagio. Per quest'ultimo stesso motivo non poteva lasciarlo libero di vagare per l'isola, l'unica alternativa era nasconderlo ad Orisima.

2. E proprio ad Orisima, ultimo avamposto mercantile occidentale a Seiiki, si trova Niclays Roos, personaggio che ho amato e odiato. Anatomista e alchimista, originario del Libero Stato di Mentendon, è stato mandato in questo luogo ai confini del mondo circondato da gente che lo disprezza, perchè anni prima aveva convinto la regina di Inys dell'esistenza di un elisir di lunga vita grazie al quale avrebbe potuto evitare matrimonio e procreazione; aveva sperperato il tesoro della regina  Sabran per un'impresa fallimentare e lei lo aveva esiliato.
Adesso alla sua porta si presentò una donna chiedendogli di ospitare per una notte uno straniero, un suo conterraneo.

3. E arriviamo al terzo narratore, il personaggio, a mio parere, più interessante di tutta la storia: Eadaz du Zala uq-Nara, meglio nota come Ead Duryan. Si trova al servizio di Sabran Nona di Inys come Domestica Ordinaria nell'Alta Servitù da quando anni prima l'ambasciatore dell'Ersyr l'aveva portata in dono alla regina alla Festa del Sodalizio. Il suo compito è quello di proteggere Sabran, attuale capo della Casata di Berethnet, perchè secondo la leggenda il ritorno del 'Senza Nome' non sarà possibile fin quando regnerà una Berethnet, ma, in realtà, nessuno sa chi è veramente, nessuno sa che è una sorella del Priorato dell'Albero delle Arance.

4. Sabran dovrebbe sposarsi al più presto e qui si inserisce il nostro quarto narratore, Arteloth Beck, erede di Betulladorata e grande amico della regina fin dall'infanzia. Loth è stato più volte messo in guardia: il loro legame veniva considerato una minaccia per le prospettive matrimoniali della regina per cui doveva prendere le distanze, ma lui non volle sentire ragioni. Ora improvvisamente Loth è scomparso nel cuore della notte. E' stato mandato, infatti, a Carscaro come spia nella Casata di Vetalda, incontro a morte certa perchè il regno di Yscalin ormai è sotto il dominio di coloro che osannano il Senza Nome.


Tutto ruota intorno al ritorno del Senza Nome, ma chi è il Senza Nome? E' il Signore dell'Armata Draconica che vuole conquistare l'umanità, ma mi sembra di avervi raccontato anche troppo :D 
In realtà vi ho detto ben poco, ho cercato di essere il più chiara possibile, ma non volendo rivelarvi più del dovuto mi sono trattenuta nel fornirvi maggiori spiegazioni. 


Si tratta, dunque, di un epic fantasy a mio parere perfettamente riuscito. Non è ancora finito l'anno, ma per ora posso sicuramente affermare che sarà il miglior libro letto. E' una storia che non annoia mai, che ti prende e ti trascina in ogni piccola sua sfaccettatura perchè niente è lasciato al caso, tutti i personaggi sono perfettamente descritti, anche quelli di minor importanza. Fin dall'inizio ho fatto fatica ad affezionarmi a qualcuno in particolare ed è stato così fino alla fine perchè tutti sono interessanti, tutti hanno un lato o una storia che colpisce, anche l'essere più spregevole, anche a lui vi affezionerete.
Ciò che poi rende ancora più avvincente Il Priorato dell'Albero delle Arance è la continua introduzione di antiche storie e leggende, ho adorato questo particolare che mi fa venire voglia di riprendere il libro e ricominciare tutto da capo, ma credo anche che sarebbe uno di quei libri che amerei ascoltare, cosa non da poco per quanto mi riguarda.


Se siete amanti del fantasy sicuramente non potete farvi sfuggire l'occasione di leggere questo libro, ma poi avete visto quanto sarà bello??? :D


domenica 10 novembre 2019

Segnalazione "9800 km" di Giustino Travaglini


 "9800 km

di 

Giustino Travaglini

Titolo: 9800 km
Autore: Giustino Travaglini
Editore: Kimerik
Pagine: 224
Anno: 2017


Trama


...Chris appoggiò il suo viso sul vetro della finestra del suo studio, inumidito dalle gocce di pioggia che scendevano copiose. Il cielo, nero come la pece, non prometteva nulla di buono, ricoprendo gli enormi grattacieli del distretto finanziario di Mosca...


Biografia Autore


Giustino Travaglini nasce a Casoli, in provincia di Chieti, il 29 agosto 1994. Studia presso il Liceo Scientifico “Algeri Marino” dove si diploma. Questa è la sua prima pubblicazione, speranzoso che ce ne possano essere altre.




lunedì 27 maggio 2019

Segnalazione "Diciotto millimetri di indifferenza - La cicatrice della mia esistenza" di Barbara Appiano


"Diciotto millimetri di indifferenza - La cicatrice della mia esistenza"

di 

Barbara Appiano

Titolo: Diciotto millimetri di indifferenza - La cicatrice della mia esistenza
Autore: Barbara Appiano
Editore: Kimerik
Genere: Narrativa
Collana: Kimera 
Anno: 2019
Pagine: 98



Trama


Il cancro è la forma più perversa di suicidio assistito, dove lui – il cancro – pilota senza patente un percorso mortale in cui alla fine si suicida anche lui. Il cancro non è una malattia, ma l’intifada della biologia, nella quale lui tira i sassi che sono le metastasi – conosciute anche come “secondarismi”. Vivere la malattia tumorale è fare un viaggio nell’antimateria di una cellula che biologicamente è “SENZIENTE”, ma mai “CON-SENZIENTE”, visto che per esserlo dovrebbe avere la nostra partecipazione attiva… 
Essere malati oncologici vuole dire vivere in trincea ogni minuto della propria esistenza come se fosse l’ultimo, senza pensare a lui; in questo, l’uomo può – se vuole crederci – pensare di essere superiore all’anticristo che tale cellula rappresenta, domando la paura della morte che è l’espressione ultima e lo scopo del tumore, che uccide la mente attraverso il suo nome ancora prima di essersi messo a dimorare come un qualsiasi cittadino del mondo nelle viscere altrui. Il cancro infatti è un cittadino del mondo che noi inventiamo con la nostra mente, cercando di sconfiggerlo biologicamente, trascurando il fatto che il cancro è il suicidio della stessa biologia che mina la nostra persona per poi morire insieme a noi in un matrimonio morganatico, dove lui resta un convivente more uxorio.



Il cancro pensa anche per noi che smettiamo di pensare a causa della paura, e così Diciotto millimetri di indifferenza è diventato un soggetto da XFactor, un talento di devastazione, dove lui continua a pensare anche quando noi smettiamo di farlo perché imbottiti di morfina, che non ci fa sentire tutto il trambusto che lui pratica con i suoi secondarismi per andare da un organo all’altro… In questo lui è un essere pensante monotematico, che crede troppo in se stesso e non si aggiorna sui protocolli della fantasia, dove lui non può entrare, perché noioso e sempre dedito allo stesso argomento: “colonizzare” per poi fare “harakiri” con noi… In questo possiamo dire che il cancro – o particella scomunicata da Dio – ha un quoziente intellettivo da diciotto millimetri di indifferenza. Inspiegabilmente, il cancro non mina mai direttamente il cuore, che è muscolo di emozioni, un socio a partecipazione diretta della nostra coscienza; stranamente va dappertutto prima di arrivare al motore unico della nostra persona, come se volesse – e in questo pensa – pervicacemente infliggere sofferenza con calma, senza fretta. La ricerca è atto di curiosità, intuizione che deve pensare a un cittadino del mondo che non vuole morire per noi, ma diventare un trofeo, un monumento, un premio della meritocrazia scientifica.


Biografia Autrice



Barbara Appiano, di origine torinese, lavora presso una multinazionale tedesca che opera nel settore dell’automazione industriale; scrittrice prolifica dai molteplici interessi, ha pubblicato numerosi racconti e romanzi.


I proventi dell'Autrice saranno devoluti a favore dell'associazione 




mercoledì 22 maggio 2019

Recensione "I provinciali" di Jonathan Dee



Titolo: I Provinciali
Autore: Jonathan Dee
Editore: Fazi
Pagine: 439
Anno: 2019











I Provinciali di Jonathan Dee è uno di quei libri che mi ha attirato fin da subito, complice la  bellissima copertina, è uno di quei libri di cui ho amato il contenuto legandomi a molti dei personaggi della storia narrata, ma è anche uno di quei libri di cui è difficile parlare senza dire troppo. Si tratta, infatti, di un romanzo corale, dunque, pur partendo da un personaggio principale al quale si fa sempre ritorno, vengono narrate anche le vicende di molti altri soggetti, una dopo l'altra a più riprese. Questo, insieme allo stile dell'Autore, rende il tutto molto scorrevole e sempre appassionante, non ci si annoia mai e anche se i capitoli sono molto lunghi non lo si nota neppure.



La narrazione parte da New York, una città in cui sembra esser successo qualcosa, le linee telefoniche, infatti, non funzionano, i bambini non sono andati a scuola, le strade sono per lo più deserte e le persone sono più gentili del solito. 


...Stavo eliminando il messaggio, camminando alla cieca, e andai a sbattere contro un marcantonio davanti al Caridad. Colpa mia, gli finii addosso con tanta forza da rimbalzare all'indietro. E in realtà erano questi i momenti più strani per me, quelli che mi spaventavano maggiormente, perchè nessuno si comportava più in modo normale, tutti non facevano che chiederti: sta bene? Di continuo. Per nessun motivo. Sta bene? E così questo tizio, canotta e tatuaggio sul collo e l'aspetto di chi avrebbe accolto a braccia aperte l'occasione di litigare con un cafone sconosciuto, laddove normalmente mi avrebbe quanto meno detto qualcosa di aggressivo per mettermi alla prova, mi posa una mano sulla spalla, con la massima delicatezza, e dice, manco fosse stato lui ad attraversare la strada con gli occhi fissi sul telefono: "Scusami, fratello, tutto bene?"...

E qui entriamo subito in contatto con uno dei personaggi che più ho amato di questa storia, un uomo che non ha sicuramente un passato stimabile, ma che ci fa notare l'ipocrisia che regna tra le persone quando accade un qualche evento catastrofico dal quale però non sono stati colpiti in prima persona. Lui ci porterà a conoscere Mark Firth che in realtà è di Howland, una piccola città di provincia in cui ci sposteremo per il resto della narrazione. Qui conosceremo la sua storia, ma anche quella dei suoi genitori, dei suoi fratelli, di sua moglie, dei suoi figli e di tanti altri suoi concittadini e in particolare l'intento dell'Autore è quello di soffermarsi sull'arrivo di Philip Hide, un broker di New York, che si è trasferito ad Howland con la sua famiglia per vivere in tranquillità. Non sarà semplice, soprattutto per la moglie e i figli, ma Philip invece si introdurrà nella politica locale e arriverà a turbare l'equilibro di questa piccola cittadina. 


...Howland stava cambiando, pensò Constable. Bastava guardare le persone. La gente del posto faceva di tutto per attirare i ricchi villeggianti, salvo poi prendersela con loro quando arrivavano. I ricchi venivano in cerca di un'atmosfera campagnola da cui poi sembravano volersi proteggere, separando se stessi da quello che in teoria avrebbero dovuto godere o assorbire. Quei sentimenti erano sempre esistiti, ma adesso stavano come giungendo in superficie...


"I provinciali" è stato un romanzo che ho apprezzato molto, sicuramente appartiene alla mia comfort zone perchè è reale, perchè ci porta all'interno di una cittadina e ci mostra la vita dei suoi abitanti nel dettaglio, ci mette davanti problemi a noi comuni e ci fa vedere anche molte cose da una nuova prospettiva alla quale prima, magari, non avevamo mai pensato. 
Mi sono affezionata a molti personaggi di questa storia, per esempio alla sorella e alla figlia di Mark, rispettivamente una donna e una ragazzina di cui condividevo i pensieri, comprendevo i problemi, ma sarebbe riduttivo limitarmi a loro due perchè in realtà sono stata coinvolta dalle vicende di tutti e devo confessarvi che mi è dispiaciuto molto terminare questa lettura. Mi sarebbe piaciuto continuare a vivere ad Howland ancora per un pò e ho cercato di leggere lentamente per restarvi il più a lungo possibile, ma non sono riuscita nell'intento perchè la lettura era davvero molto piacevole.


sabato 18 maggio 2019

Segnalazione "Di rabbia e di poesia" di Sara Arrigo


"Di rabbia e di poesia"

di 

Sara Arrigo

Titolo: Di rabbia e di poesia
Autore: Sara Arrigo
Casa Editrice: Kimerik
Genere: Poesie
Collana: Karme
Anno: 2019
Pagine: 60


Trama


Di rabbia e di poesia è un viaggio che attraversa l’anima, un’anima tormentata che, nonostante le tante difficoltà della vita, non ha mai smesso di combattere e di interrogarsi sul senso dell’esistenza e di riflettere su tutto ciò che la vita regala. È una raccolta poetica scritta in chiave contemporanea che affronta vari temi, dai fatti di cronaca alla storia, al sociale, per poi passare attraverso sentimenti, persone e ricordi a cui ridare vita.


Biografia Autore




Sara Arrigo nasce a Omegna (VB) il 7 dicembre 1990 da madre interprete e padre operaio. Si appassiona sin da piccola alla poesia e inizia a scrivere i suoi versi all’età di sedici anni. Poetessa tormentata, scrive le sue composizioni in chiave moderna. Autrice del libro di rabbia e di poesia viaggio al centro dell'anima edito da Kimerik. Ha collaborato anche per due importanti antologie di poesie per il poeta Elio Pecora.




sabato 11 maggio 2019

Recensione "Il guardiano della collina dei ciliegi" di Franco Faggiani



Titolo: Il guardiano della collina dei ciliegi
Autore: Franco Faggiani
Editore: Fazi
Pagine: 230
Anno: 2019









Se state cercando un libro che vi trasporti in un mondo fatto di pace e tranquillità e che vi trasmetta calma e serenità, "Il guardiano della collina dei ciliegi" è quello che fa per voi! 
Ringrazio la fazi editore per avermi proposto la lettura di quest'opera che ho letto in un periodo molto frenetico e forse proprio per questo l'ho apprezzata maggiormente. Ogni volta che sprofondavo tra le sue pagine, infatti, riuscivo a staccarmi da tutto e tutti e a rilassarmi. Questo non era dovuto solo ai luoghi descritti al suo interno, ma soprattutto allo stile di scrittura dell'Autore che potrei definire pacato, distensivo e molto profondo.


"Il guardiano della collina dei ciliegi", ispirato a una storia vera, riprende le vicende di Shizo Kanakuri, un giovane giapponese nato nel 1891 a Tamana, un piccolo villaggio fatto di fragili casupole e campi trascurati. I mestieri praticati all'epoca erano principalmente due, o facevi il pescatore o il soldato, ma Shizo, per sua fortuna, godeva di molti privilegi ed ebbe un'educazione privata passando gran parte della sua adolescenza da solo. Non ci fu mai nessun rapporto neanche con i suoi genitori, la madre sembrava vivere in un mondo tutto suo, mentre il padre era severo, di poche parole, dettava regole senza nessun affetto, e nessun gesto benevolo. Ciò che rendeva veramente felice Shizo, dunque, era correre...




... A volte, per poterlo fare, ingannavo anche mio padre disobbedendo alle sue imposizioni sullo studio. Gli raccontavo della mia attrazione per i kami, le divinità del nostro culto shintoista, che l'imperatore aveva trasformato in religione di Stato, vietando il buddhismo. Nella mia famiglia paterna lo shintoismo veniva praticato da secoli, anche prima degli obblighi imperiali...

La corsa lo faceva sentire libero, leggero e in sintonia con la natura; correva lungo il fiume, tra i boschi, sulle montagne e si cibava di frutti, bacche, funghi, muschi, licheni, radici... Senza volerlo, tutto questo lo portò al giorno in cui l'imperatore, per rafforzare i rapporti con l'occidente, lo inviò a Stoccolma per partecipare ai Giochi Olimpici del 1912.


... "Mi hanno detto", continuò l'imperatore, "che la sua falcata ormai assomiglia a quella di una cicogna quando sta per spiccare il volo, che i suoi piedi sussurrano all'erba e che le sue braccia si alternano come gli stantuffi di una locomotiva che viaggia veloce".
Era una descrizione molto poetica del mio modo di correre, pensai, ma non c'era nulla di cui meravigliarsi: mi era noto che il cuore, la mente e la mano dell'uomo al comando dell'Impero erano anche capaci di scrivere poemi, oltre che leggi riformatrici...

Non mi addentrerò oltre nella storia per non togliervi il piacere di scoprire cosa succederà a questo ragazzo che improvvisamente si ritrova addosso tutto il peso del Giappone. Io non conoscevo affatto questa vicenda e sono stata molto felice di scoprirla grazie alla lettura di questo libro che ho trovato molto scorrevole e sicuramente piacevole.
Ciò che ho maggiormente amato sono state senza dubbio le descrizioni, la capacità dell'Autore di portarti in un altro mondo, di farti immergere in una natura incontaminata, in un oasi di pace, colori e armonia.



Qui sotto trovate un brano che ho scelto da "Il guardiano della collina dei ciliegi
interpretato da Stefano Crudele