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giovedì 23 novembre 2023

Recensione "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo

 "La coscienza di Zeno"

di

Italo Svevo

Titolo: La coscienza di Zeno

Autore: Italo Svevo

Editore: Oscar Mondadori

Pagine: 416

Anno: 2001



"La Coscienza di Zeno" di Italo Svevo è un capolavoro della letteratura italiana del XX secolo, un romanzo che si distingue per la sua profondità psicologica, la complessità narrativa e l'approccio innovativo alla rappresentazione del flusso di coscienza. Pubblicato per la prima volta nel 1923, il libro è un'autobiografia fittizia di Zeno Cosini, un uomo che cerca di analizzare e giustificare le sue azioni e scelte di vita in un modo che spesso oscilla tra il comico e il tragico.

Uno degli aspetti più affascinanti del romanzo è la sua struttura narrativa non lineare. La storia è presentata attraverso i ricordi e le riflessioni del protagonista, che racconta la sua vita in modo non cronologico, dando vita a una narrazione intricata e multiforme. Questo stile di scrittura offre al lettore uno sguardo profondo nella mente complessa e spesso contraddittoria di Zeno.

Il personaggio di Zeno è straordinariamente ben sviluppato. Egli si presenta come un individuo onesto riguardo alle sue debolezze e fallimenti, ma allo stesso tempo, la sua stessa onestà è spesso oggetto di dubbio. La sua lotta contro le dipendenze e i conflitti interiori contribuiscono a renderlo un personaggio estremamente umano, con il quale il lettore può identificarsi e simpatizzare nonostante i suoi difetti.

Il tema centrale del libro riguarda la natura umana, la complessità delle nostre motivazioni e la nostra incapacità di capire completamente noi stessi. La narrazione intreccia abilmente elementi comici e tragici, creando una prospettiva unica sulla condizione umana. L'umorismo sottile di Svevo e la sua capacità di esplorare le contraddizioni della vita aggiungono una profondità straordinaria alla trama.

In conclusione, "La Coscienza di Zeno" è sicuramente un capolavoro della letteratura italiana che affronta temi universali in modo innovativo.

martedì 19 novembre 2019

Recensione in Anteprima "Il priorato dell'albero delle arance" di Samantha Shannon


"Il priorato dell'albero delle arance" 

di Samantha Shannon


Titolo: Il Priorato dell'Albero delle Arance
Autore: Samantha Shannon
Editore: Mondadori
Pagine: 816
Anno: 2019


Data di uscita: 26 novembre









Ho avuto il piacere di leggere "Il priorato dell'albero delle arance" in anteprima grazie alla Oscar Vault. Vi ricordo che questa meraviglia uscirà il 26 novembre!


Questo libro mi ha ispirato fin da quando l'ho scoperto e sono stata davvero felicissima di poterlo leggere anche se non appena l'ho avuto tra le mani devo dire che mi sono lasciata spaventare dalla mole. Ecco, a questo proposito, vi posso dire subito che il libro è molto scorrevole, nonostante ci siano tanti personaggi, tante storie da seguire e apprendere, non si fa nessuna fatica a stargli dietro, anzi si vorrebbe stare tutto il giorno con gli occhi attaccati alle pagine e non smettere mai di leggere fino ad arrivare alla fine. Per finirlo però ci ho messo poco più di una settimana, un pò per mancanza di tempo, un pò perchè in realtà non volevo finirlo xD

Ma andiamo un pò a vedere di cosa e di chi si parla.

Innanzitutto la storia si alterna tra Oriente e Occidente con qualche intervento del Meridione e spostandoci da un posto all'altro troviamo anche i nostri quattro narratori che sono poi i personaggi che seguiamo più da vicino:

1. Tanè è la prima che conosciamo. E' un orfana seiikinese cresciuta in una Casa dell'Apprendimento per essere addestrata a far parte dei Guardiani dei Mari. La notte prima della cerimonia che l'avrebbe fatta diventare un cavaliere, Tanè si era voluta tuffare in mare un'ultima volta contravvenendo alle regole, per questo si trovava lì quando uno straniero uscì dal mare chiedendole aiuto, dicendole di voler incontrare il Signore della Guerra di Seiiki. Ma Tanè non poteva denunciare la comparsa dello straniero altrimenti avrebbero scoperto che aveva infranto le regole, inoltre, se il forestiero aveva il morbo rosso (peste draconica), la cerimonia sarebbe stata annullata per paura di un contagio. Per quest'ultimo stesso motivo non poteva lasciarlo libero di vagare per l'isola, l'unica alternativa era nasconderlo ad Orisima.

2. E proprio ad Orisima, ultimo avamposto mercantile occidentale a Seiiki, si trova Niclays Roos, personaggio che ho amato e odiato. Anatomista e alchimista, originario del Libero Stato di Mentendon, è stato mandato in questo luogo ai confini del mondo circondato da gente che lo disprezza, perchè anni prima aveva convinto la regina di Inys dell'esistenza di un elisir di lunga vita grazie al quale avrebbe potuto evitare matrimonio e procreazione; aveva sperperato il tesoro della regina  Sabran per un'impresa fallimentare e lei lo aveva esiliato.
Adesso alla sua porta si presentò una donna chiedendogli di ospitare per una notte uno straniero, un suo conterraneo.

3. E arriviamo al terzo narratore, il personaggio, a mio parere, più interessante di tutta la storia: Eadaz du Zala uq-Nara, meglio nota come Ead Duryan. Si trova al servizio di Sabran Nona di Inys come Domestica Ordinaria nell'Alta Servitù da quando anni prima l'ambasciatore dell'Ersyr l'aveva portata in dono alla regina alla Festa del Sodalizio. Il suo compito è quello di proteggere Sabran, attuale capo della Casata di Berethnet, perchè secondo la leggenda il ritorno del 'Senza Nome' non sarà possibile fin quando regnerà una Berethnet, ma, in realtà, nessuno sa chi è veramente, nessuno sa che è una sorella del Priorato dell'Albero delle Arance.

4. Sabran dovrebbe sposarsi al più presto e qui si inserisce il nostro quarto narratore, Arteloth Beck, erede di Betulladorata e grande amico della regina fin dall'infanzia. Loth è stato più volte messo in guardia: il loro legame veniva considerato una minaccia per le prospettive matrimoniali della regina per cui doveva prendere le distanze, ma lui non volle sentire ragioni. Ora improvvisamente Loth è scomparso nel cuore della notte. E' stato mandato, infatti, a Carscaro come spia nella Casata di Vetalda, incontro a morte certa perchè il regno di Yscalin ormai è sotto il dominio di coloro che osannano il Senza Nome.


Tutto ruota intorno al ritorno del Senza Nome, ma chi è il Senza Nome? E' il Signore dell'Armata Draconica che vuole conquistare l'umanità, ma mi sembra di avervi raccontato anche troppo :D 
In realtà vi ho detto ben poco, ho cercato di essere il più chiara possibile, ma non volendo rivelarvi più del dovuto mi sono trattenuta nel fornirvi maggiori spiegazioni. 


Si tratta, dunque, di un epic fantasy a mio parere perfettamente riuscito. Non è ancora finito l'anno, ma per ora posso sicuramente affermare che sarà il miglior libro letto. E' una storia che non annoia mai, che ti prende e ti trascina in ogni piccola sua sfaccettatura perchè niente è lasciato al caso, tutti i personaggi sono perfettamente descritti, anche quelli di minor importanza. Fin dall'inizio ho fatto fatica ad affezionarmi a qualcuno in particolare ed è stato così fino alla fine perchè tutti sono interessanti, tutti hanno un lato o una storia che colpisce, anche l'essere più spregevole, anche a lui vi affezionerete.
Ciò che poi rende ancora più avvincente Il Priorato dell'Albero delle Arance è la continua introduzione di antiche storie e leggende, ho adorato questo particolare che mi fa venire voglia di riprendere il libro e ricominciare tutto da capo, ma credo anche che sarebbe uno di quei libri che amerei ascoltare, cosa non da poco per quanto mi riguarda.


Se siete amanti del fantasy sicuramente non potete farvi sfuggire l'occasione di leggere questo libro, ma poi avete visto quanto sarà bello??? :D


lunedì 17 luglio 2017

Recensione "Il segreto di Val Verde" di Judith Polley

Titolo: Il segreto di Val Verde
Autore: Judith Polley
Editore: Oscar Mondadori
Anno: 1981
Pagine: 227


Trama


E' il 1866. In un Messico sconvolto dalla guerra civile, che vede schierati da un lato l'esercito dell'imperatore Massimiliano d'Austria e dall'altro le forze ribelli del generale Diaz, giunge dalla Francia Antoinette Dubec. Appena sbarcata apprende che il padre, generale delle truppe imperiali, è morto in un'imboscata tesagli dal misterioso capo ribelle El Padrino. Desiderosa di vendetta, Antoinette decide di rimanere in Messico e da quel momento si trova coinvolta in una serie di avvenimenti drammatici - il rapporto di amore-odio con l'ufficiale messicano Ramon Chavez, un falso fidanzamento, un'epidemia di vaiolo, perfino la prigione - che la condurranno ad amare profondamente quella terra e quella gente che all'inizio aveva considerato come nemici. La bellezza selvaggia di un paese che anela a mantenere ad ogni costo la proprio indipendenza fa da sfondo pittoresco a una vicenda che si snoda sul filo di una viva tensione narrativa.

Recensione


"Il segreto di Val Verde", come potete vedere, è un libro abbastanza datato che mi era stato dato dalla sorella del mio ragazzo perchè doveva eliminarlo ed io, da vera "accattatrice" compulsiva di libri, me lo sono presa nonostante non mi ispirasse per nulla. Non avevo assolutamente voglia di leggerlo, ma l'ho fatto perchè sto partecipando ad una challenge ed una delle voci da spuntare è "L'ultimo libro che vorresti leggere della tua To Read List".

Devo davvero ringraziare questa challenge visto che il libro mi è piaciuto tantissimo!!!

La storia è ambientata in Messico negli anni della guerra civile. Probabilmente ero restia alla lettura di questo romanzo perchè non conosco bene questa parte di storia, non mi ha mai entusiasmato e di conseguenza non mi sono mai documentata. Nonostante ciò in quest'opera si susseguono una miriade di eventi, è un romanzo pieno di azione e il tutto è coronato da un'appassionante storia d'amore che lo rende un vero gioiellino d'epoca oserei dire. 



Tutto inizia con Antoinette Dubec che ha lasciato la tranquillità e gli agi del castello nei pressi di Versailles ed è giunta in Messico, un paese a lei completamente estraneo, per stare con il padre, il generale Adolphe Dubec, comandante della truppa francese nella capitale. Non trovò il padre ad aspettarla, ma incontrò il Maggiore Chavez, un uomo dal volto duro ma attraente che la scortò fino ad un albergo e qui le comunicò la spiacevole notizia: suo padre era morto in un'imboscata dei Juaristi (ribelli). La notizia sconvolse Antoinette, ma essendo una donna abituata al dolore, avendo già perso sia la madre sia il fratello, non diede ascolto al suggerimento del Maggiore Chavez di tornare nel suo paese, ma decise di restare per vendicare il padre. Dopo una certa resistenza di Chavez, Antoinette inizierà il viaggio con lui e i suoi uomini e sarà coinvolta in una serie di eventi che avranno inizio con un'imboscata. Col tempo arriverà ad amare quel paese straniero e allo stesso tempo sarà costretta a combattere con i suoi sentimenti ovvero con le sue sensazioni di amore e odio verso quell'affascinante e misterioso ufficiale.

🍀

Ho trovato questo romanzo davvero entusiasmante e coinvolgente! Quando mi immergevo nella sua lettura mi sentivo proprio trascinata in un altro mondo e se qualcuno mi rivolgeva la parola nemmeno lo sentivo. La considero sicuramente una di quelle bellissime opere di un tempo che ti permettono di perderti in una lettura emozionante nonostante non siano presenti scene di sesso come nei libri di oggi, ma dove l'amore è così ben descritto che tutto sembra reale. E' un libro che vi consiglio di leggere se riuscite ancora a trovarlo! Io vi lascio comunque sempre il link di amazon nel caso vogliate acquistarlo da qui.